Stamattina al bar si parlava di condominio…

All’interno di un condominio abitato da più condomini è spesso necessario convocare l’assemblea condominiale, soprattutto nei casi di ripartizioni di eventuali spese e conguagli o di beghe tra i vari abitanti dello stabile. Anche nel caso dell’installazione di un sistema di videosorveglianza per le parti comuni, l’assemblea è fondamentale. Nel caso delle grandi città è molto frequente portare in assemblea i preventivi per l’installazione di impianti allarme: Roma è un esempio eclatante e per questo l’amministratore è una figura fondamentale per seguire i lavori di impianto.

Elezione dell’amministratore

L’amministratore di condominio infatti deve occuparsi di regolare il corretto andamento della gestione comune. Negli ultimi anni poi, la richiesta di figure come quella dell’amministratore di condominio si è accresciuta.
E’ necessario, per la nomina, un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti in assemblea ed almeno la metà del valore dell’edificio. In seconda convocazione la maggioranza degli intervenuti ed almeno un terzo dei partecipanti al condominio.

Requisiti necessari per la carica di amministratore

Grazie alla recente riforma condominiale, per diventare amministratore di condominio sono oggi necessari dei requisiti precisi:
• Avere il pieno godimento dei diritti civili
• Esclusione di condanne riguardo delitti contro la pubblica amministrazione, giustizia, fede pubblica, il patrimonio
• Esclusione di episodi di prevenzione definitiva
• Non essere interdetti o inabilitati
• Esclusione dall’elenco dei protestati
• Il diploma di scuola secondaria
• L’attestato di frequenza del corso di formazione
• Periodica formazione
Se l’amministratore vive nel condominio oggetto delle sue attenzioni professionali, è possibile non tenere in conto la richiesta di diploma e del corso. Vale, invece, la formazione periodica.
Per tutti coloro che svolgevano l’attività prima dell’entrata in vigore della riforma – dicembre 2012 –, se l’attività è stata svolta per almeno un anno nell’arco dei tre anni precedenti la data, valgono le stesse esenzioni che nel caso precedente.
È possibile, infine, affidare l’amministrazione condominiale a società di cui al titolo V del libro V del Codice Civile. Sarà il loro management a dover possedere i requisiti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *