Pignoramento: tutto ciò che devi sapere

Il pignoramento è l’atto con il quale inizia l’espropriazione forzata  su istanza del creditore al fine di vincolare i beni del debitore al soddisfacimento del diritto di credito del creditore

Si tratta di un vincolo giuridico relativo al valore di scambio dei beni ma non al loro utilizzo in quanto il debitore potrà usufruire dei beni pignorati purchè eviti comportamenti che ne portino alla sottrazione, la distruzione o il deterioramento.

Dopo la notifica del titolo esecutivo e dell’atto di precetto da parte del creditore, al debitore viene notificato l’atto di pignoramento dall’Ufficiale giudiziario, il quale riporta l’intimazione al debitore di non sottrarre i beni pignorati e i frutti della garanzia del credito, così come descritto nell’Art. 492 c.p.c. al comma 1 :

“Il pignoramento consiste in una ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi”

Il pignoramento può essere :

  • Immobiliare, se ha per oggetto beni immobili;
  • Mobiliare, se ha per oggetto beni di valore come arredamento, quadri, tappeti, auto, ecc ;
  • Presso terzi, se ha per oggetto crediti o beni del debitore che sono nella disponibilità di terzi.

Il primo punto si riferisce al pignoramento della casa e si tratta di una procedura molto complessa e dispendiosa che non sempre produce risultati positivi per il creditore, in quanto una buona difesa legale può condurre il debitore al mantenimento del proprio bene.

In linea di massima è un tipo di pignoramento cui puntano le banche che hanno emesso ipoteca sull’immobile ma, negli ultimi anni, anche gli istituti di credito cercano di evitare questa forma di pignoramento.

E’ da precisare che nei procedimenti di recupero crediti da parte di Equitalia e Agenzia delle entrate la prima casa non è pignorabile.

PROCEDURA DI PIGNORAMENTO

Prima di procedere ci sono delle procedure per il pignoramento da espletare previste dalla Legge ; se avete dei debiti, rate di finanziamenti insolute o siete in ritardo con il pagamento del mutuo, non pensate che da un momento all’altro vi possa piombare a casa l’Ufficiale giudiziario.

Per prima cosa il creditore dovrà inviare al debitore  un titolo esecutivo, ossia un provvedimento del giudice che attesti il credito e, contemporaneamente, condanni il debitore al pagamento.

Il titolo esecutivo può essere :

  • Una sentenza, emessa a seguito di una causa che il creditore ha intrapreso contro il debitore ;
  • Un decreto ingiuntivo. Quest’ultimo viene emanato dal giudice, senza bisogno che si svolga una causa, quando il creditore è in possesso di documenti che dimostrano in maniera chiara e certa il suo diritto. In questo caso, sulla base di queste prove, il giudice ingiunge al debitore di pagare.

In seguito il creditore dovrà notificare al debitore un atto di precetto, ossia l’intimazione a pagare il debito, aggravato da spese e interessi, entro e non oltre 10 giorni dalla notifica, trascorsi i quali si potrà procedere all’avvio del pignoramento che andrà iniziato entro i 90 giorni successivi ; la notifica di pignoramento deve essere effettuata entro 90 giorni da quella del precetto, come previsto dall’Art. 481 del c.p.c. :

“Il precetto diventa inefficace se nel termine dei 90 giorni dalla sua notificazione non è iniziata  l’esecuzione”

Se trascorsi i 90 giorni il creditore non darà inizio al pignoramento, quindi, andrà notificato un nuovo precetto e si ricomincerà il conteggio dei giorni.

Ci sono beni che per Legge non sono pignorabili o lo sono con alcune riserve :

  • Assolutamente impignorabili :  i beni necessari alla vita del debitore e della sua famiglia (come i letti, la cucina, il frigorifero, le scorte alimentari per un mese); la fede nuziale; le cose che hanno per il debitore un particolare valore religioso;
  • Relativamente impignorabili :  gli attrezzi necessari per coltivare un terreno del debitore non sono sempre impignorabili, ma possono essere esclusi dal pignoramento con provvedimento del giudice;
  • Pignorabili in particolari circostanze di tempo : Art. 516

“I frutti non ancora raccolti o separati dal suolo non possono essere pignorati separatamente dall’immobile a cui accedono, se non nelle ultime sei settimane anteriori al tempo ordinario della loro maturazione, tranne che il creditore pignorante si assuma le maggiori spese della custodia.

I bachi da seta possono essere pignorati solo quando sono nella maggior parte sui rami per formare il bozzolo.”

FORMA DEL PIGNORAMENTO : ART.492 C.P.C. AGGIORNATO AL 2020

Salvo le forme particolari previste nei capi seguenti, il pignoramento consiste in un’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione e i frutti di essi.

Il pignoramento deve altresì contenere l’invito rivolto al debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione con l’avvertimento che, in mancanza ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice.

Su espressa indicazione dell’art. 543, comma 2, c.p.c. l’atto di pignoramento deve contenere, oltre all’ingiunzione al debitore di cui all’art. 492 c.p.c.: 

  •  l’indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto;
  •  l’indicazione, almeno generica, delle cose o delle somme dovute e l’intimazione al terzo di non disporne senza ordine di giudice; 
  •  la citazione del debitore a comparire davanti al giudice competente, con l’invito al terzo a comunicare la dichiarazione di cui all’art. 547 c.p.c. al creditore procedente entro dieci giorni a mezzo raccomandata ovvero a mezzo di posta elettronica certificata; 

Qualora, a seguito di intervento di altri creditori, il compendio pignorato sia divenuto insufficiente, il creditore procedente puo’ richiedere all’ufficiale giudiziario di procedere ai sensi dei precedenti commi ai fini dell’esercizio delle facolta’ di cui all’art. 499, quarto comma.

“Il pignoramento deve contenere l’avvertimento che, a norma dell’art. 615, secondo comma, terzo periodo, l’opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.”

COS’È LA PROCEDURA DI PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

Il pignoramento presso terzi è una delle procedure di pignoramento previste dalla Legge e disciplinate dall’Art.543 c.p.c. e prevede l’aggressione ai beni che non sono direttamente in possesso del debitore.

Tra le più comuni forme di pignoramento verso terzi troviamo :

  • Pignoramento dello stipendio o della pensione ;
  • Pignoramento del conto corrente.

In questo caso l’atto di pignoramento deve essere notificato sia al debitore che alla persona che ne detiene il reddito (terzo); nel contesto dei due esempi sopracitati si tratta, nell’ordine, del datore di lavoro (o INPS in caso di pensioni) e dell’istituto bancario (o poste) presso il quale il debitore ha il conto corrente. 

Nello specifico l’atto di pignoramento conterrà :

  • Ingiunzione a non compiere atti dispositivi sui beni e sui crediti assoggettati al pignoramento ;
  • Indicazione le cose e le somme dovute ;
  • Intimazione al terzo di non disporne (se non per ordine espresso del giudice) ;
  • Dichiarazione di residenza o l’elezione del domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente ;
  • Indicazione dell’indirizzo PEC del creditore procedente ;
  • Citazione del debitore a comparire davanti al Giudice competente.

Il terzo dovrà rendere al creditore dichiarazione di cui all’Art.547 c.p.c. entro 10 giorni dal ricevimento dell’atto; il creditore dovrà quindi procedere al deposito della nota di iscrizione al ruolo presso la cancelleria del Tribunale competente, unitamente alla copia conforme dell’atto di citazione, del titolo esecutivo e dell’atto di precetto entro e non oltre 30 giorni dalla consegna ; scaduto tale termine il pignoramento verrà considerato nullo.

Ricevuta la notifica dell’atto di pignoramento, il terzo dovrà inoltrare al creditore una dichiarazione a mezzo raccomandata a/r o PEC indicando :

  • Somme o beni del debitore in suo possesso ;
  • Data prevista per l’ esecuzione del pagamento (o la consegna in caso di beni) ;
  • Eventuali sequestri precedenti o cessioni eseguite già notificate e accettate.

Va precisato, inoltre, che l’Art. 543 del c.p.c. contempla due distinte ipotesi di pignoramento verso terzi :

  • Pignoramento dei beni del debitore in possesso di un terzo;
  • Pignoramento dei crediti che il debitore vanta nei confronti di un terzo.

IN COSA CONSISTE IL PIGNORAMENTO MOBILIARE?

Tra le tre forme di pignoramento previste dalla Legge, quella mobiliare è la meno diffusa, in quanto offre meno garanzie rispetto le altre due (immobiliare e presso terzi) ; in parole povere oggi è difficile trovare arredi di valore in una casa e, a meno che non si tratti di personaggi di un certo livello o di ceto sociale alto nelle cui abitazioni il creditore è certo di trovare beni di alto valore come quadri, tappeti e argenteria, si cerca di optare per altre vie.

I beni che dovranno essere pignorati vengono scelti dall’ufficiale giudiziario che, per Legge, preferirà beni di “pronto realizzo”, ossia facilmente monetizzabili e ne stabilirà lui stesso, con l’aiuto del debitore, un valore approssimativo. E’ da ritenersi assolutamente legale anche l’eventuale richiesta di apertura della cassaforte, di porte chiuse e ripostigli pena la richiesta dell’intervento delle forze dell’ordine.

Alcuni giorni prima dell’asta un addetto del Tribunale verrà a prelevare gli oggetti pignorati e, qualora non siano stati venduti all’asta, il debitore potrà rientrarne in possesso ; tuttavia il più delle volte gli oggetti non vengono ritirati in quanto sono a carico del debitore le spese di deposito che, spesso, superano il valore del bene.

L’automobile rientra tra i beni mobili pignorabili e l’ufficiale giudiziario può procedere al pignoramento direttamente sotto casa o nel garage dove si trova parcheggiata ; nel caso in cui non si trovasse e il debitore non ne dichiarasse la posizione si potrà procedere con il pignoramento telematico secondo le recenti modalità previste dalla Legge.

Il debitore non può in alcun modo partecipare all’asta per il riacquisto dei propri beni pignorati ma può farlo il coniuge, un parente o un amico, tuttavia non dovrà risultare un accordo tra le parti atto ad eludere il divieto di Legge.

SONO PIENO DI DEBITI, POSSONO PIGNORARE IL MIO STIPENDIO?

Il pignoramento dello stipendio rientra nell’asse dei pignoramenti verso terzi ed è uno degli incubi ricorrenti tra i debitori, specialmente se si tratta di persone che vivono della propria busta paga e con la stessa mantengono i propri familiari e magari si trovano in un periodo di particolare difficoltà economica dovuta ad accadimenti estranei alla propria volontà.

Per il creditore, invece, qualora il debitore fosse un dipendente a tempo indeterminato e con una solida posizione lavorativa, il pignoramento dello stipendio è una delle formule più ambite e sicure per rientrare del proprio credito, sebbene il Legislatore disponga limitazioni piuttosto forti a questa procedura al fine di tutelare la sostenibilità della vita del debitore e dei propri famigliari.

Dobbiamo distinguere due tipi di pignoramento dello stipendio :

  • Antecedente all’accredito dello stipendio su conto corrente ;
  • Successivo all’accredito dello stipendio su conto corrente.

Nel primo caso viene notificato l’atto di pignoramento contestualmente al debitore e al suo datore di lavoro, il quale dovrà comunicare al creditore gli estremi contrattuali (tipologia di contratto), la posizione in essere del rapporto lavorativo e l’ammontare della busta paga del dipendente, su cui verrà calcolato l’importo della trattenuta. In questo caso il limite di pignorabilità è pari al 20% dello stipendio, ovvero un quinto.

Nel caso di pignoramento dello stipendio su conto corrente o in posta valgono regole differenti :

  • Nel caso in cui lo stipendio fosse  già depositato sul conto nel momento in cui alla banca arriva la notifica dell’atto, è pignorabile solo l’importo che eccede il triplo dell’assegno sociale;
  • Nel caso in cui lo stipendio venisse accreditato successivamente alla notifica dell’atto, si considererà pignorabile l’intero stipendio nel limite della misura autorizzata dal tribunale per i crediti alimentari, di un quinto per ogni altro credito  o fino alla metà dello stipendio per il concorso di più cause creditorie.

In ogni caso la somma massima pignorabile dallo stipendio dipende dalla retribuzione e viene così calcolata :

  • Fino a 2.500 euro = 1/10 ;
  • Tra 2.500 e 5mila euro = 1/7; 
  • Oltre  5mila euro, = 1/5.

La tredicesima mensilità non è pignorabile.

Altre fonti utili per pignoramento:

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