Come cambierà il pignoramento nel 2020

Il pignoramento è un tema molto delicato, sia per la situazione in cui verte il debitore, sia per l’intricata matassa legale e burocratica cui ci si ritrova intraprendendo questo tipo di azione legale.

Nel caso di pignoramento pensione il tema diventa ancora più delicato , in quanto si parla di un soggetto debitore in età avanzata, spesso privo di ulteriori fonti di reddito oltre alla pensione stessa con la quale farà fronte a tutte le spese di sostentamento  alla sua persona, incluse quelle mediche. 

Ecco perché la Legge interviene in tutela del pensionato, in materia di pignoramento pensione 2020, fissando dei limiti che, con la nuova Legge di Bilancio 2020, sono stati ulteriormente modificati per effetto del D.L.83/2015 “misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria.”

In particolare l’art.13 D.L.27 giugno 2015 n.83 ha introdotto nel codice di procedura civile importanti novità in merito al pignoramento pensione, una su tutte l’introduzione di un nuovo comma all’art.545 c.p.c. :

“le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, indennità, che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale aumentato della metà. La parte eccedente di tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di Legge.

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